Chi Siamo

L'articolo 19 della legge 328/2000 - Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali - GU n. 265 del 13 Novembre 2000 - assegna ai Comuni Associati, definiti AMBITI TERRITORIALI SOCIALI, il compito di tutelare i diritti della popolazione attraverso la definizione (d'intesa con l'Asur) di un Piano di Zona degli interventi sociali e socio sanitari.


L’Ambito Territoriale Sociale è una aggregazione intercomunale che ha il compito di pianificare e programmare i servizi sociali dei Comuni, secondo quanto dettato dalla legge 328/2000, la legge quadro “per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”.

Questa legge ha segnato una vera svolta nell’organizzazione dei servizi sociali ed ha imposto cambiamenti significativi nella loro gestione. Essa, riaffermando con forza che i Comuni sono i titolari dei servizi sociali, li chiama ad una pianificazione e programmazione in forma associata e in relazione con altri soggetti del territorio, sia pubblici che privati.

Lo scopo principale è quello di riuscire a dare risposte più adeguate ed efficaci ai bisogni dei cittadini mettendo in sinergia le risorse esistenti ed integrando i servizi evitando sovrapposizioni di competenze.

L’Ambito Territoriale Sociale n. 15, uno dei 24 ambiti istituiti nelle Marche, riunisce i Comuni di Appignano, Corridonia, Macerata, Mogliano, Montecassiano, Petriolo, Pollenza, Treia e Urbisaglia.

 

Qual è il suo compito?

Il Piano Regionale per un sistema integrato di interventi e servizi sociali affida agli Ambiti Territoriali questi obiettivi di carattere generale:

  • Dotare tutti i territori di una rete di servizi essenziali alla quale sia garantita pari opportunità di accesso ai cittadini che vivono o lavorano nella regione;
  • Creare le condizioni per l’integrazione dei servizi, guardando non solo alla costruzione organica del rapporto tra sanitario e sociale, ma al più ampio sistema di welfare (politiche del lavoro, casa, istruzione, formazione, ambiente etc.)
  • Promuovere il quadro più congruo per la piena attuazione degli indirizzi della programmazione nazionale e regionale
  • Favorire l’esercizio associato delle funzioni sociali da parte dei Comuni ed una gestione unitaria della rete dei servizi.

 

Come si è organizzato?

L’Ambito come organismo non ha attualmente personalità giuridica, per cui le funzioni gestionali sono svolte da un Comune capofila, che, per l’ATS 15, è Macerata.

Nel 2010 i Comuni hanno sottoscritto una convenzione “per l’esercizio associato della funzione sociale e la gestione associata dei servizi sociali” con la quale hanno formalmente delegato il Comune di Macerata (in qualità di capofila) a gestire, anche per loro conto, servizi e progetti che vengono pianificati e progettati insieme.

La sua struttura organizzativa è composta da:

1- Comitato dei Sindaci, composto dai Sindaci dei 9 Comuni, è il soggetto politico di riferimento ed è l’organo deputato a:

  1. Definire le modalità istituzionali e le forme organizzative gestionali più adatte alla organizzazione dell’Ambito Territoriale e della rete dei servizi sociali;
  2. Individuare l’Ente Locale capofila;
  3. Nominare il Coordinatore di Ambito e istituire l’Ufficio di Piano di cui fanno parte almeno i responsabili dei servizi sociali dei Comuni facenti parte dell’Ambito Territoriale;
  4. Definire le forme di collaborazione fra i Comuni e l’Azienda Sanitaria di riferimento, i contenuti degli accordi di programma, le possibili collaborazioni;
  5. Elaborare ed approvare il Piano di Zona istituendo, a tal fine, l’apposito “tavolo di concertazione”, per garantire il coinvolgimento dei soggetti di cui all’art. 1, comma 5, della L. 328/00 nella progettazione e realizzazione degli interventi, e per promuovere la partecipazione attiva dei cittadini ai sensi dell’art. 1, comma 6, della legge medesima.
  6. Elaborare ed approvare il Bilancio Sociale;
  7. Approvare il Programma delle Attività Territoriali del Distretto per la parte relativa all’integrazione socio-sanitaria

2- Coordinatore d’Ambito, un professionista scelto dal Comitato dei Sindaci tra gli iscritti ad un apposito elenco formulato dalla Regione Marche, ha le seguenti funzioni:

  1. Cura, in collaborazione con l’Ufficio di Piano e col Responsabile di Distretto, la redazione della proposta del Piano di Zona e del Bilancio Sociale in base alle linee espresse dal Comitato dei Sindaci e concertate con le diverse realtà territoriali;
  2. Svolge compiti di coordinamento del processo di costruzione del Piano attivando rapporti, relazioni e attività di concertazione, sulla base delle indicazioni dei Sindaci dei Comuni dell’ambito;
  3. Svolge funzioni di monitoraggio sullo stato di attuazione del Piano di zona segnalando al Comitato dei Sindaci eventuali difficoltà in ordine agli obiettivi definiti nel Piano;
  4. Supporta il Comitato dei Sindaci nella organizzazione e nel coordinamento degli Uffici di Promozione Sociale .
  5. Coordina e cura le attività di raccolta dati;
  6. Promuove il coordinamento dei percorsi formativi;
  7. Promuove l’attivazione dell’integrazione socio-sanitaria attuata in base alle indicazioni nazionali e regionali e del Comitato dei Sindaci;
  8. Coordina i referenti pubblici individuati dai Comuni per i singoli settori di intervento;
  9. Partecipa alle riunioni del Comitato dei Sindaci.

3- Ufficio di Piano, composto dai responsabili dei Servizi Sociali dei Comuni facenti parte dell’Ambito, collabora col Coordinatore per  garantire una programmazione condivisa su tutto il territorio ed una regolamentazione omogenea della rete dei servizi sociali. L’Ufficio di Piano, inoltre, essendo composto dai rappresentanti di ciascun Comune, è garanzia che quanto viene programmato a livello di Ambito, corrisponda alle effettive esigenze di tutti i Comuni, siano essi grandi che piccoli.

 

4- Staff, composto da una Assistente Sociale, collabora con il Coordinatore nella programmazione e nella gestione del sistema integrato di interventi e servizi sociali.

 

Che cos’è il Piano di zona?

E’ lo strumento di programmazione a disposizione dei Comuni per avviare nel proprio Ambito la progettazione e la realizzazione della rete dei servizi e degli interventi sociali.

Per il primo Piano di Zona l’obiettivo è soprattutto quello di conoscere il territorio: rilevare le risorse esistenti ed i servizi già attivati, sia pubblici che privati, per individuare i bisogni che non trovano risposta e le zone meno dotate di servizi, ma anche quali sono le potenzialità attivabili.

Questa analisi costituisce la base per una corretta programmazione e pianificazione del sociale.

Il Piano Sociale di Ambito 2005/2007, invece, è maggiormente programmatorio: contiene una parte (Profilo di Comunità) in cui vengono descritte le caratteristiche sociali del territorio e una parte, in cui le aree di intervento vengono maggiormente descritte e vengono analizzate nel dettaglio le necessità e i bisogni di ogni singola area, individuate le priorità a cui dare risposta nel triennio e vengono descritti anche alcuni progetti ed azioni che dovranno essere realizzati o che sono in fase di realizzazione.

Con l’elaborazione del terzo Piano Sociale di Ambito (2010/2012) viene consolidata la programmazione e la progettazione partecipata: anche questo Piano contiene un Profilo di Comunità in cui si descrivono le principali caratteristiche socio-demografiche dell’Ambito e le principali criticità evidenziate in fase di consultazione del territorio. Il Piano contiene anche una parte di “Azioni di sistema” in cui vengono delineate le priorità di intervento e gli obiettivi (concertati con gli attori del territorio) del triennio di riferimento, ma vengono anche indicati gli interventi e i progetti che si intendono realizzare per il raggiungimento degli obiettivi individuati.